Tana
Garfagnana, Tana che urla
Concrezioni calcaree. La deposizione da parte dell’acqua della calcite (CaCO3), minerale dominante o esclusivo di queste strutture, viene regolata dalla reazione chimica reversibile 2HCO3- + Ca CaCO3 + CO2 + H2O L’equilibrio chimico che determina di volta in volta la deposizione di calcite o, viceversa, la sua dissoluzione in acqua viene influenzato dalla quantità di anidride carbonica (CO2) presente (a minor quantità di CO2 corrisponde una maggiore deposizione di calcite). In una grotta si possono rinvenireformazioni calcaree corrispondenti ad una quantità di CO2 maggiore o minore di quella riscontrata al momento: da ciò è possibile dedurre le condizioni climatiche delle diverse età di formazione di queste strutture in esame (paleotemperature).
Garfagnana, Tana che urla
La sala delle colonne. Queste suggestive strutture sono formate dal congiungimento, avvenuto per gocciolamento dell’acqua, di una stalattite con una stalagmite.
Garfagnana, Tana che urla
Alcune delle moltissime formazioni calcaree osservabili all’interno della grotta. Sono qui visibili due tipologie delle concrezioni più caratteristiche: le tubolari (più sottili) e le stalattiti (dotate di maggior spessore).
Garfagnana, Tana che urla
Altre formazioni calcaree. Una tubolare si forma tipicamente per scorrimento dell’acqua all’interno di un canale centrale. Quando il carico d’acqua supera la capacità di scorrimento del canale, una parte scorre all’esterno e la tubolare si inspessisce, divenendo stalattite.
Garfagnana, Tana che urla
Stalattiti. Da notare il colore rossastro di queste formazioni, determinato dalla presenza di ossidi di ferro.


